
Una doccia fredda che mi faccia capire che sto sbagliando troppe cose e che evidentemente non ci sto molto con la testa. Il livello di attenzione è di gran lunga superiore alla norma, il che fa notare che sto compromettendo molte cose tra cui un'amicizia. Mia nonna dice "chi è causa del suo mal pianga se stesso". Questo però se l'uomo in questione è consapevole dell'errore, se no la colpa viene scaricata automaticamente ad ignoti ma la coscienza rimane in affanno e non riesce spiegare gli ultimi avvenimenti. Sommiamoci anche una disattenzione costante ed abbiamo paranoia e apatia.
Due ore in palestra e qualche pugno al sacco non hanno nemmeno pensato che avevo bisogno di loro per sfogarmi (insensibili), rendendo inutili i miei sforzi, poi ci si mette anche il video di Tiromancino a scassarmi definitivamente nella fase di recupero del fiato e mi sono per un attimo sentito in imbarazzo per aver comprato - qualche anno fa - "Strade".
Domani partirò per un paese tra Monza e Milano, vedrò se veramente i nordici sono caratterialmente freddi - anche se per me l'essere freddi deriva dal fatto che sono persone serie e precise. Tornerò solo lunedì, sarò assente ingiustificato ma spesso e volentieri è di questo che c'è bisogno. Mangerò sushi e cibi altamente biologici privi di agenti distruttivi e leggerò Tabucchi contro la mia indole, che invece mi consiglia qualcosa di Kurt Vonnegut, conformemente alle nuove normative sull'igiene mentale.

22 ottobre - 23 gennaio 2005
Nell'occhio di Escher
Palazzo Caffarelli
Numerose incisioni che raffigurano il paesaggio italiano, eseguite dall'artista nei suoi frequenti viaggi in Italia e, per la prima volta, una serie di opere grafiche dedicate a Roma, dove l'artista soggiornò per anni.

La tecnica uccide la filosofia.

Salite su di un'auto targata 666EVIL ed aspettate.

Tutto questo accadrà
Le riviste periodiche diverranno un gradevole miscuglio di tapioca alla vaniglia. I libri, così critici, quei maledetti snob, proclamano, saranno acqua sporca da sguatteri. Nessuna meraviglia che i libri non si venderanno più, dicono i critici; ma il pubblico, che sa ciò che vuole, con una felice diversione, lascerà sopravvivere libri e periodici a fumetti. Oltre alle riviste erotiche a tre dimensioni, naturalmente.Io le vedo così.
Pag. 68, inizi pag. 69 di quel libro che tutti devono leggere (n 16 - classici moderni/Mondadori).

Cielo a pecorelle.

Pioggia a catinelle.

Indubbiamente abbiamo fatto tardi, calcolando che questo segnatempo dista circa sessanta chilometri dal punto di ritorno.

MeccanicaSe il corpo viene sollecitato dall'esterno, dobbiamo riconoscere il tipo di sollecitazione (compressione, torsione o taglio) sezionando l'oggetto e, una volta descritte le forze delle sigma interne, ci serviamo del modulo di elasticità per iniziare a risolvere i calcoli progettuali...
CostruzioniFEM (analisi ad elementi finiti):
- Beam/truss (struttura nella quale una dimensione sovrasta le altre due/monodimensionale)
- Shell (spessore trascurabile/bidimensionale)
- Brick (tridimensionale quindi...)

Termini, uno dei tanti scorci.

La Piazza, perfettamente rettangolare (metri 316x147), contornata da uniformi palazzi a portici, venne costruita in omaggio al primo Re d'Italia, sul finire del XIX secolo, da Kock, Podesti ed altri, ed è tra le piazze più grandi di Roma.
Al centro un magnifico giardino, intorno al quale era un famosissimo e pittoresco mercato, oggi trasferito al coperto per riportare la piazza al suo antico splendore.


Molti di noi avranno corso per mantenere la parola, altri furiosi in coda che fan tardi al lavoro, stressati dal freddo che arriva e porta con se un pessimo umore gratuito per tutti; ed ancora gente che trascorre il fine settimana con la testa sulla scrivania, col rischio che Morfeo li porti via con se, ma per sempre. Stress e rodimenti ci rendono nervosi al punto di voler distruggere tutto il lavoro che li ha causati; a casa non mi aspetterà nessuno e per la fretta ho dimenticato le chiavi e la tensione aumenta, si diventa rossi in viso ed i muscoli si tendono e la tua reazione istintiva è di buttar giù la porta con una spallata, ma anche questo ti reca danno fisico perchè la tua porta è una porta e non siamo su un set cinematografico.Con la spalla in fase di rigonfiamento ematico, inizio a correre per strada senza meta, senza sapere cosa volevo o cercavo, l'unica cosa che volevo era fuggire via da tutto ma anche da me.Mi sdraiai sull'erba bagnata fregandomene di quello che indossavo e rimasi lì, immobile con gli occhi spalancati per inglobare in me quella calma fatta di colori naturali.


Come ogni maledetto sabato si continua a sbagliare combattendo la pesantezza e la noia stando con le mani in mano mentre penso che domani sarà un altro giorno. E sarà sicuramente peggiore.

Classico palazzone di Roma, adiacente Piazza Vittorio, uno dei posti più lontani da quella che gli inglesi e tedeschi chiamano Rome o Rom. Arrivo alle 8 e, dopo anni di esperienza nel campo olfattivo-culturale, capto i vari sentori presenti nell'aria che fuoriescono, piu densi dello smog, dalle finestre che si affacciano sui portici, facendo scommesse sulla nazionalità del cuoco, come un vero sommelier del puzzo romano, con l'unica differenza che non ho speso 3000 euro all'Hilton. Oggi però gli odori sono diversi: riesco a riconoscere solo cucina cinese ed al massimo indiana, ma ne manca una all'appello che per circa un mese sarà assente dal bouquet di Roma.
6 ore di spiegazione continua: oggi si parla di leghe di titanio e magnesio, lavoro idraulico e diritto industriale con un pizzico di flap aka ipersostentatori. Il menù del sabato quindi è vario quanto stancante ed una finestra aperta su di una strana Roma silenziosa fa venir voglia di chiudere i libri ed uscire, tenere gli occhi tra il vuoto e la formica e sentire anche solo per un attimo un forte senzo di smarrimento che a volte fa bene.




"Lo chiamavano 'Il Vecchio', perché andava lento e sembrava saggio. Si fermò e non ripartì mai più".
"È solo un orologio, non vi restituirà niente".

Non sono un fotografo né uno scrittore. Voglio solo riportare in questo diario le mie esperienze e riflessioni da diciassettenne afllitto da inaffidabilità cronica e ripensamenti continui.
Sono io. Prendetemi così, come viene.

Circa 200 gradini e sono in classe, la classe che mi asporta linfa vitale per circa 6 ore al dì moltiplicate per circa 5 anni, vabbè facciamo 6 per esser precisi, nell'arco dei quali "loro" affermano di esser in grado di farmi apprendere il necessario, che in circa altri 5 anni dovrei approfondire.Ricordo anche che circa 4 ma anche 10 anni fa, loro mi dicevano le stesse cose; sono curioso di sentire cosa mi diranno tra qualche hanno; e da questo vien da pensare che dopo circa 6 ore di lenta depauperazione fisica, le stesse scale (che prima hai utilizzato per salire) ti possano essere utili per andartene, ma andartene senza l'utilizzo dei gradini. Una veloce discesa tra i gironi del sistema che rappresentano ciascun anno... ma ti rendi conto?
Dai fallo ora che non c'è nessuno, ma non rimpiangere nemmeno un minuto di questo, non piangere se mentre cadi ti vedi lì, all'altezza del primo anello, proprio poco prima dello schianto, che sei seduto sul banco con la penna nuova, l'astuccio nuovo, i quaderni nuovi, lo zaino nuovo, e riesci ad ascoltarti mentre fai quella promessa, quella che tutti fanno alla mamma dicendo che, come dice anche Vasco, Sarà Migliore; ma solo se vivrai ancora. "D.C.!? Ma cosa fai qui alle sette e mezza? Si inizia tra 30 minuti! Scendi immediatamente e aspetta fuori dal portone come tutti i tuoi compagni e passa dalla scala studenti senza usare l'ascensore. E se anche oggi ti dimentichi l'equazione di stabilità ti avverto: prepara le chiappe!".
O.k. ho deciso: vada per il volo...

Lei lo vede piatto e non sente i famosi "9,8" che le gravano in testa perché non lo sa, nessuno le ha insegnato la maniera con la quale ruota e nemmeno la vuole conoscere. Sta bene così, capace di volare e di fregarsene del bombo che vola (contrariamente alle leggi della fisica); lei stessa queste "regole", così lei le chiamerebbe, non le conosce e non le rispetta bensì vive in quello che è il suo mondo e che nessuno, per nessun motivo, dovrà conoscere fino in fondo, per mantenere inalterato quel piccolo sistema formato di sogni e non pensieri del quale Dio è lei, ed i suoi sogni repressi formano quelle che noi umani chiamiamo lacrime; ne bastano poche per togliere forza a qualsiasi attività repressiva e depressiva nei suoi confronti.
Noi umani preferiamo altri modi per la risoluzione dei problemi, ma non saranno mai efficaci... ci rimarranno sempre dentro.
Imparerete ad ammirarla.