La stessa te



Un inedito di Frieda

Ti vedo, osservo.
Ecco, apri la portiera, guardandoti attorno. Sali in macchina ma non parti.
Guardi fisso davanti a te un vuoto, mascherato da sopracciglia corrucciate.
Sbatti la mano sul volante; una seconda, una terza volta.
Accendi il motore, girandoti dopo aver ingranato la retro, il braccio destro attorno al sedile del passeggero.
Sento i nervi del tuo collo sussultare e scricchiolare di tensione per il movimento rapido della testa, che si volta nuovamente in avanti.
Qualche metro in retromarcia, molto lentamente; poi la prima e l’accelerata.
Sei agitata e non dissimuli. La perfetta mistificatrice che rincorri è rimasta appesa al giallo nicotina che sporca alcune dita.
Zelante neofita bagnata da acque profane e sconsacrate, individualista promiscua fino al limite più estremo del parossismo: galleggi, come olio nell’acqua, ostentando affettazione anche quando peli le patate, o ti infili le mutande.
Ora frughi nella borsa e nello specchietto retrovisore.
Solo un’occhiata fugace senza troppi ripensamenti, un’occhiata sbilanciata dalla parte opposta rispetto al riflesso del vetro.
Ti seguo, spio.
Dalla mia postazione distinguo ogni riflesso dei tuoi capelli, accesi e spenti dai fanali delle auto che ti sorpassano.
Accesi e spenti, accesi e spenti. Accesi e spenti.
Ricevi distintamente la mia presenza: il dono dell’ubiquità è all’occorrenza ingannevole.
Ti fermi, ed afferri con entrambe le mani lo specchietto retrovisore.
La condanna più gravosa che ti è stata inflitta è il talento nel non riuscire a vederci dentro quello che ci vedi.

Commenti (3):

Blogger maje

Ah che tensione!!! La macchina, dove ogni vissuto è metallico..

7:08 PM  
Blogger Silka

La macchina? La Macchina! Ma dove ho parcheggiato la macchina stamattina, prima di entrare a scuola??? - La domanda quotidiana e inquietante, la follia che mi assale dopo le lunghe ore chiusa dentro quelle grigie mura. Poi la musica, per ora Bula Bula, nuovo CD di Mina...

Damiano, siamo due cuori afflitti dallo stesso male...

1:41 PM  
Anonymous allure

Un "io" allo specchio, il post di Frieda che trovo semplicemente bello;
così come bello é il nome che s'é scelto: bello ed importante come quello della più famosa pittrice.
Frieda Kahlo nei suoi autoritratti appare (volutamente) meno bella di quanto non fosse nella realtà.
E' questo che vorrebbe la "nostra" Frieda? Che lo specchio le rimandasse un'immagine diversa, forse di una donna meno bella?
Intensa l'espressione della ragazza della foto, il colletto dell'abito che ravviva il volto, a dispetto della lampadina che sta a distanza, dietro alle spalle, proiettante l'ombra.

8:38 PM  

Posta un commento