Our love would never die


Our love would never die - Scritto da Mary.

Un'altra busta di patatine, due sigarette più sputate che fumate, una flûte di spumante - con uno spruzzo di armagnac - appoggiata sulla ringhiera che separa dalla spiaggia.

- Ma guardali, quelli. Quella macchina è proprio zozza. E loro sembrano i figli di quel attore là, quello grosso che mena sempre, come si chiama...

Che silenzio, oggi, dal mare. La luce artificiale nasconde l'ipnotismo delle stelle, un mare gemello da qualche parte lassù, con le sue scie bianche ed i suoi vortici. Luca mi parla da troppo vicino mentre dall'altra parte della strada la gente entra ed esce dal bar, un approdo molto illuminato pieno di ultras e netturbini. I camerieri troppo tesi portano cappelli neri da mod. Vanno e vengono le ragazze bionde e decorative, secche, crudeli - le immagino mentre entrano in palestra con in mano una bustina minuscola da profumeria, cellulare e i fazzolettini con venti euro nascosti in mezzo - brave più di me a non farsi rimanere nulla dentro. Mangio e fumo e bevo e tutto per non permettermi di pensarti, per non pensare alle tue parole: "amici sempre, ma non sono innamorato di te". Perché se penso sono parole mangiate a forza, come la minestra che non volevo mai da piccola.

- Lo sai che hai dei piedi veramente carucci?

Non posso continuare in queste banalità. Stacco e calcio via la scarpa fine come fosse un guanto nero che mi tolgo come Gilda. Il tacco batte sui sampietrini con il rumore di una gomma bucata. Luca ride e la va a prendere per giocare a farne il suo feticcio. Gli lancio l'altra e vado scalza verso la macchina, con le dita che accarezzano il travertino lunare del pontile, pieno di tracce scritte di amori e addii; parto, i vetri abbassati. La strada è una pagina pulita; accogliente è l'infinito della notte, che lenisce ogni ferita. E il mare è sempre là, dietro alle cabine bianche che custodiscono le ombre dell'estate. Mi manda un verso lento, uno scontrarsi di perle sotto una mano che carezza, e capisco che devo conservarti in rumori salati: salsedine, patatine e lacrime, per sempre.


Ostia, pontile; Canon EOS 350D; Canon 17-40L f/4; ISO 200; E 30sec, f 18

Commenti (2):

Anonymous Anonimo

immagini significative e parole che toccano il cuore, che scivolano via dentro l'anima, facendoti rabbrividire. questa è arte.
complimenti ad entrambi.
amira

8:31 PM  
Blogger ele

già.. davvero molto molto bello.

11:57 AM  

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