L'estate

Lavello - Nikon F80 - Sigma 28/300 - Ilford Delta 100ISO

Festa dell'Unità (RM) - Fujifilm S700 - polarizzatore circolare Hoya - Chrome 200 ISO - E 1/240sec - F 8 - Distanza focale 8mm - V. otturatore 1/239 sec

Via Nazionale (RM) - Fujifilm S7000 - polarizzatore lineare Tamron - 400 ISO - E 1/100sec - F 3,1 - Distanza focale 26mm - V. otturatore 1/97 sec - Fotoritocco: B&W
Il nuovo account sul quale caricare le foto è attivo. Spero di tornare alla normalità per domani grazie all'aiuto, al tempo e alla pazienza di Daniele.

Milano - Fujifilm S7000 - Modalità pellicola Chrome 200 ISO

Milano, Cadorna - Fuji S7000 - Modalità pellicola Chrome 400ISO - Ritocco +8 luminosità

Milano, Pirellone - Fuji S7000 - Modalità pellicola Chrome 400ISO - Polarizzatore circolare Hoya

Milano - Fuji S7000 - Modalità pellicola Chrome 800ISO - Polarizzatore circ Hoya - Ritocco: +5 luminosità/-8 saturazione

Castello Sforzesco - Fuji S7000 - Modalità pellicola Chrome 400ISO - Polarizzatore circolare Hoya - Fotoritocco: -5 luminosità

Su quel ramo del lago di Como - Fuji S7000 - Modalità pellicola Chrome 400ISO - Fotoritocco: contrasto +8

Stazione Termini - Fuji S7000 - Modalità pelliola Chrome 160ISO

Stasera la pianista dai capelli rossi ha una gonna verde metallico, come un grande scarabeo tropicale, e una maglietta nera – un po’ di nero è obbligatorio, se si vuole la complicità dello strumento - con le perline che strizzano la luce e la rimandano a scatti; con questo camouflage ha intimidito e costretto il pianoforte a obbedire, a sparare le note con precisione e appenderle, ad una ad una, su tutti noi, sulle pareti tappezzate di velluto crema, ai bordi del sorriso di Picasso che sorride su quattro copertine di libri esposti, fino alle massicce porte e fino ai sampietrini. L’autore sta seduto un po’ nell’ombra, ascoltando le sfumature che solo lui conosce. Su un tavolino non molto lontano, due tazze di caffé e due bicchierini di liquore, statue mute, feticci, totem.
No, non riesco a stare ferma. Il piede sinistro s’impenna e resta teso lì, le dita battono sul ventaglio aperto. Sposto di pochi centimetri il corpo, nella luce incerta della saletta; giro e guardo a destra e sinistra inquadrando e scattando immagini automatiche dell’immobilità degli ascoltatori. Gli schermi che fanno da pareti amplificano e deformano: lamento non avere a disposizione molti tubi di bianco, molti pennelli piatti, una tela resistente, per fare sopra un quadro in cui le persone hanno degli spessori dai quali non si può fuggire, come nei quadri di Francis Bacon: e al centro - sotto una luce nel cui paralume sono state fissate delle parole che non si proiettano o scrivono momentaneamente sugli spettatori – un movimento terra avorio e blu, una cosa rotonda che entra sotto la pelle e mi fa sentire potentemente nel presente, come quando mi alzo nel primo mattino e mi accorgo di respirare.
Poi, sotto una luce puntuale, una giovane donna dagli occhi sorridenti legge perfettamente alcune poesie di Carver.
Il concerto finisce, come sempre. C’è un gran caldo. Famiglie con bambini in vacanza passano sotto Palazzo Colonna, si disperdono sotto le statue dei SS. Apostoli. La strada si restringe. Un gruppo di persone beve birra sulla porta della Birreria Peroni, i bicchieri scintillano sotto le luci gialle.Nell’interno monocromatico, che soltanto sotto la luce del giorno spiega quelle sfumature di marrone rossiccio tipiche di questa città, i camerieri dominano, come grandi condor, le sale strapiene di ragazzi e turisti rumorosi. Mangiamo e parliamo di blog e di musica e dell’influenza crescente dei blog nel creare opinione e indirizzare i gusti dei potenziali fruitori di cultura. La mia bruschetta è buona, ma tiepida. Ci vorrebbe un tavolo circolare, penso, perché mi rimangono lontane alcune persone intelligenti...
E mentre torno a casa penso che così come gli autobus vuoti che vanno verso la rimessa contengono i passeggeri, o il parco contiene i bambini, o il gelato alle noci contiene il noce intero, o la terra contiene fiori e frutti bambini, allo stesso modo oggi abita il cielo un piccolo fiume di note, e guardo il cielo e ne vedo i microscopici colori...
Galleria Ta Matete, Nikon F80, Sigma 15/30, Fuji Press Superia 1600ISO